È più facile parlare di azionario. Dei mercati che salgono in fretta, dei trend che promettono crescite importanti. La componente obbligazionaria di un portafoglio, invece, viene spesso trattata come la parte “noiosa” — quella che offre rendimenti più contenuti e attira meno attenzione.
Un’obbligazione, in sintesi, è un prestito: chi la acquista presta denaro a uno Stato o a un’azienda, che si impegna a restituire il capitale a scadenza e a pagare un interesse periodico (la cedola) nel frattempo. È considerata generalmente meno rischiosa di un’azione — ma “meno rischiosa” non significa “senza rischio”, come il 2022 ha dimostrato in modo brutale.
Eppure ogni portafoglio ben costruito ha una componente obbligazionaria, più o meno ampia a seconda degli obiettivi. E non tutte le obbligazioni sono uguali: due criteri fondamentali per valutarle e selezionarle sono la duration e la convessità.
Cos’è la duration
La duration indica la durata finanziaria di un titolo obbligazionario e misura l’impatto che una variazione dei tassi di interesse avrebbe sul suo prezzo. In pratica, misura la volatilità del titolo rispetto ai movimenti dei tassi.
Espressa in anni e giorni, la duration indica il periodo entro cui il possessore dell’obbligazione rientra in possesso del capitale investito, tenendo conto anche delle cedole percepite nel frattempo. Ne consegue una regola semplice: a maggiore duration corrisponde maggiore volatilità, e quindi variazioni di prezzo più ampie.
Poiché i prezzi delle obbligazioni si muovono in direzione opposta rispetto ai tassi di interesse, conoscere la duration di un titolo prima di investire aiuta a capire come reagirà nel tempo a un contesto di tassi in salita o in discesa.
Esempio pratico: un’obbligazione con duration di 8 anni subisce un impatto di circa l’8% sul prezzo per ogni variazione dell’1% dei tassi di interesse. Se i tassi scendono dell’1%, il prezzo sale di circa l’8%. Se i tassi salgono dell’1%, il prezzo scende di circa l’8%.
Cosa influenza la duration
Due fattori riducono la duration di un’obbligazione: la frequenza delle cedole e il rendimento offerto. Più alti sono il tasso pagato e la frequenza delle cedole, più velocemente rientra il capitale investito — e quindi più bassa sarà la duration.
La duration cambia anche nel tempo: si riduce progressivamente man mano che ci si avvicina alla scadenza del titolo, fino ad azzerarsi alla scadenza stessa.
Caso particolare sono le obbligazioni Zero Coupon, che non distribuiscono cedole: in questo caso la duration coincide esattamente con la vita residua del titolo, perché l’unico momento in cui si rientra in possesso del capitale è la scadenza.
La lezione del 2022: le obbligazioni possono perdere, e tanto
Per decenni molti investitori hanno considerato le obbligazioni come la parte “sicura” del portafoglio — quella che non fa mai davvero male. Il 2022 ha smentito questa convinzione in modo netto. Con l’inflazione in forte accelerazione, le banche centrali hanno alzato i tassi di interesse più rapidamente che in qualsiasi altro periodo degli ultimi quarant’anni. Il risultato: molte obbligazioni a lunga duration hanno perso oltre il 15-20% del loro valore in pochi mesi — una discesa paragonabile, in alcuni casi, a quella dei mercati azionari nello stesso periodo.
Chi aveva un portafoglio obbligazionario con duration lunga — magari scelto proprio per “stare tranquillo” — si è trovato con perdite che non si aspettava. Il motivo è esattamente il meccanismo descritto sopra: più alta è la duration, più forte è l’impatto di una variazione dei tassi. E nel 2022 quella variazione è stata rapida e importante.
La lezione non è “le obbligazioni sono rischiose quanto le azioni”. È che anche la componente “prudente” del portafoglio va scelta con criterio. Conoscere la duration di ciò che si possiede — e calibrarla sul contesto di tassi atteso — non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori. È la differenza tra un portafoglio che protegge davvero e uno che sembra protetto solo perché “è fatto di obbligazioni”.
Come si muovono davvero i prezzi: un esempio numerico
Il meccanismo che determina il prezzo di un’obbligazione è la legge della domanda e dell’offerta. Il mercato richiede lo stesso rendimento sia per le nuove emissioni sia per i titoli già in circolazione — e il prezzo si aggiusta di conseguenza.
Supponiamo un’obbligazione con tasso fisso del 2% e duration di 5 anni. Se i tassi di mercato salgono al 3%, il titolo continua a pagare il 2% al possessore attuale — ma se questo volesse rivenderlo, il prezzo scenderebbe di circa il 5% per compensare il minor rendimento rispetto alle nuove emissioni.
Il calcolo, semplificato: il vecchio titolo offre 2% × 5 anni = 10% di rendimento complessivo atteso. Le nuove emissioni al 3% offrono 3% × 5 anni = 15%. La differenza — circa il 5% — è lo sconto che il mercato applica al prezzo del vecchio titolo per equalizzare il rendimento.
Cos’è la convessità
La duration misura la sensibilità del prezzo ai tassi in modo lineare — come una linea retta. La convessità aggiunge un livello di precisione: misura come questa stessa sensibilità cambia al variare dei tassi. È, in altre parole, l’accelerazione o decelerazione con cui i prezzi si aggiustano rispetto ai movimenti dei tassi di mercato.
A parità di altre condizioni, una maggiore convessità produce un incremento di prezzo più forte quando i tassi scendono, e un decremento più contenuto quando i tassi salgono. In sintesi: la convessità riduce i ribassi e amplifica i rialzi.
Per questo motivo, a parità di duration, un’obbligazione con maggiore convessità è sempre preferibile: offre un profilo di rischio/rendimento più favorevole in entrambe le direzioni del mercato.
Duration e convessità nella costruzione del portafoglio
Duration e convessità non sono solo concetti tecnici da conoscere — sono strumenti concreti per decidere quanto rischio tasso assumere nella componente obbligazionaria del portafoglio. Un portafoglio con duration troppo lunga rispetto all’orizzonte temporale espone a oscillazioni di prezzo che possono risultare scomode proprio nel momento in cui si ha bisogno di liquidità.
La scelta corretta della duration dipende dal contesto: chi prevede un rialzo dei tassi può preferire duration più basse per limitare l’impatto negativo sui prezzi; chi ha un orizzonte lungo può accettare duration più elevate, soprattutto in vista di un possibile calo dei tassi futuri.
La componente obbligazionaria si inserisce in una strategia più ampia di costruzione del portafoglio. Per approfondire:
→ Come valutare se il portafoglio è gestito bene
→ Il rendimento reale: perché conta più di quello nominale
→ Come decifrare la descrizione di un ETF
Valutare il servizio
Per chi desidera verificare se la componente obbligazionaria del proprio portafoglio è coerente con l’orizzonte temporale e gli obiettivi — in termini di duration, rischio tasso e rendimento atteso — è possibile richiedere un incontro conoscitivo riservato.
Domande frequenti
Cos’è la duration di un’obbligazione?
La duration misura la durata finanziaria di un titolo obbligazionario e indica quanto il suo prezzo varierà al modificarsi dei tassi di interesse. Una duration di 8 anni significa che una variazione dell’1% dei tassi produce una variazione di circa l’8% nel prezzo dell’obbligazione, in direzione opposta.
Perché nel 2022 le obbligazioni hanno perso valore?
Perché i tassi di interesse sono saliti molto rapidamente per contrastare l’inflazione. Le obbligazioni a lunga duration, particolarmente sensibili alle variazioni dei tassi, hanno subito perdite anche superiori al 15-20% — dimostrando che la componente obbligazionaria non è mai priva di rischio.
Cos’è la convessità e perché è importante?
La convessità misura come la sensibilità del prezzo ai tassi (la duration) cambia essa stessa al variare dei tassi. A parità di duration, una maggiore convessità è preferibile: riduce l’impatto negativo quando i tassi salgono e amplifica quello positivo quando i tassi scendono.
Come si usa la duration per scegliere le obbligazioni?
La duration va calibrata sull’orizzonte temporale dell’investimento e sulla view sui tassi di interesse. Chi prevede un rialzo dei tassi può preferire duration più basse per limitare l’impatto negativo sui prezzi; chi ha un orizzonte lungo e prevede tassi in calo può accettare duration più elevate per beneficiare di un maggiore apprezzamento.
Mirko Tessari — Consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede
Iscritto all’Albo OCF — Delibera n. 804 del 18/01/2017







