Il decennio perduto in finanza — Mirko Tessari

Conosci il decennio perduto?

Dal titolo potresti pensare che ti sto per anticipare la trama del nuovo film di Indiana Jones. Invece ti vorrei parlare di un particolare momento storico che viene definito “decennio perduto”.

Sai, quando si parla di investimenti, continuo a ripeterti come nel lungo termine le probabilità e la statistica sono dalla nostra parte. Aggiungendo poi la diversificazione e una programmazione per entrare anche gradualmente sui mercati si aumenta ancora di più la probabilità di successo.

Spesso mi sento chiedere: ma a quanto corrisponde “il lungo termine?”

Il lungo termine sono appunto normalmente i 10 o addirittura 20 anni (ma potrebbero essere anche di più). Questo perché dal punto di vista statistico, come ti riporto qui sotto, potrai vedere come all’allungarsi del periodo preso in esame la probabilità di registrare perdite scende fino allo zero per i principali indici di mercato.


Cos’è il decennio perduto

Nel periodo che va dallo scoppio della bolla Dot-Com del 2000 fino al 2010, l’indice S&P500 — uno degli indici più rappresentativi della borsa americana — ha portato risultati negativi.

Nel 2000 c’è stato lo scoppio della bolla creata da una forsennata crescita dei titoli legati ad internet, economia digitale, media e telecomunicazioni. Nel 2001 c’è stato l’attacco alle Torri Gemelle. Nel 2007 lo scoppio della bolla riferita ai mutui subprimes. Nel 2008 il fallimento di Lehman Brothers e l’effetto contagio a tutto il mondo del rischio credito.

Non un decennio facile come avrai capito.

Dall’inizio del 2000, in prossimità dello scoppio della bolla, alla fine del 2010, l’indice S&P500 ha chiuso con una performance di circa -10%. Un risultato molto deludente, senza tanti fronzoli.

Il caso più estremo resta quello del Giappone: l’indice Nikkei raggiunse il massimo storico nel 1989 e impiegò trentaquattro anni — fino al 2024 — per tornare a quei livelli. Ne parliamo in un approfondimento dedicato sulla diversificazione geografica e sul rischio di investire guardando lo specchietto retrovisore.


Ma poi cosa è successo

Dal 2010 in poi il mercato ha recuperato e superato ampiamente i livelli precedenti. Dall’inizio del 2000 al 2020, la performance complessiva dell’S&P500 è stata di un +170% abbondante.

Questo non deve per forza portarci a pensare che qualsiasi investimento sarà sempre vincente nel lungo termine. Ti basti pensare ad alcuni singoli titoli che avevano raggiunto quotazioni astronomiche negli anni 2000 e che oggi non esistono più oppure sono scesi a livelli infimi.

Qui però stiamo analizzando indici che racchiudono l’insieme delle aziende a maggiore capitalizzazione. Un indice è già una delle forme di migliore diversificazione quando ci si approccia all’investimento in azioni.


La lezione per gli investitori

Un portafoglio ben diversificato e costruito, difficilmente arriverà ad avere come unico asset all’interno solo azioni. Né tantomeno solo l’indice della borsa americana.

Perché oggi l’America pesa, negli indici mondiali per capitalizzazione e forza economica, per oltre il 60% ma il mondo è in continua evoluzione e ci saranno sempre cambiamenti.

Quindi la strategia giusta è individuare sempre il proprio grado di rischio, aggiungere l’orizzonte temporale necessario per raggiungere gli obiettivi desiderati, e diversificare correttamente nella costruzione del portafoglio.

La performance di portafoglio è sicuramente un obiettivo chiaro e pragmatico da perseguire, ma l’obiettivo giusto da porsi è il proprio motivo personale che ci spinge ad investire.


Dal decennio perduto alla pianificazione patrimoniale

Il decennio perduto è la dimostrazione che anche dieci anni possono non bastare — se si è concentrati su un unico mercato, senza diversificazione e senza strategia. Ma è anche la dimostrazione che chi ha avuto la disciplina di restare investito e di diversificare ha visto il proprio patrimonio crescere in modo significativo nel lungo periodo.

Come abbiamo approfondito nell’articolo sull’interesse composto, il tempo è l’alleato più potente dell’investitore — ma solo se combinato con la disciplina. I bias cognitivi che ci spingono a vendere nel panico sono il vero nemico. E il rendimento reale — al netto di costi e inflazione — è l’unica misura che conta.

Per chi vuole verificare come il proprio portafoglio si comporterebbe in uno scenario simile al decennio perduto, il simulatore di rendita consente di testare la resilienza della propria strategia anche nei periodi peggiori della storia.


Valutare il servizio

Per chi desidera un confronto sulla propria strategia di investimento — e sulla capacità del portafoglio di resistere anche ai periodi più difficili — è possibile richiedere un incontro conoscitivo riservato.


Domande frequenti

Cos’è il decennio perduto in finanza?
Il decennio perduto (lost decade) si riferisce al periodo 2000-2010 in cui l’indice S&P500 ha registrato una performance negativa di circa -10%. In dieci anni, chi aveva investito solo nell’azionario americano si trovava con meno capitale di partenza. È stato causato dalla bolla Dot-Com (2000), l’attacco alle Torri Gemelle (2001), i mutui subprime (2007) e il fallimento di Lehman Brothers (2008).

Un decennio perduto può ripetersi?
Sì, è possibile. Per questo la diversificazione tra asset class (azioni, obbligazioni, materie prime), aree geografiche e settori è fondamentale. Un portafoglio concentrato su un unico mercato è esposto a questo rischio — un portafoglio diversificato lo mitiga significativamente.

Chi aveva investito nel 2000 ha poi recuperato?
Sì. Chi è rimasto investito nell’S&P500 dal 2000 al 2020 ha registrato una performance complessiva di oltre +170%. Il recupero ha richiesto pazienza — ma la matematica del lungo termine ha funzionato. Chi ha venduto nel panico del 2008 ha invece cristallizzato le perdite.


Mirko Tessari — Consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede
Iscritto all’Albo OCF — Delibera n. 804 del 18/01/2017

GESTIONE PATRIMONIALE EVOLUTA

Valutare se il servizio è in linea con le proprie esigenze

Un breve questionario di valutazione. In caso di allineamento, verrà proposto un incontro conoscitivo riservato.

Richiedi una valutazione