Nella costruzione di un asset allocation, un portafoglio titoli, vanno seguite alcune logiche.
La logica più resiliente e solida è quella di seguire portafogli modello.
Significa, ammettendo che il futuro non si può prevedere, sfruttare i dati statistici del passato e aderire ad un modello che possa darci una sorta di confidenza sugli avvenimenti futuri.
Questa tipologia di gestione e costruzione dei portafogli è la base per costruire un portafoglio robusto per il lungo termine.
Tutto ciò che invece succede nel breve o medio termine può essere determinato, oltre che in comportamenti avventati a causa di paure o euforie, dalla voglia di fare operazioni di trading.
Operazioni che vogliono tentare di sfruttare in tempi più ridotti acquisti a prezzi inferiori con successiva rivendita a prezzo superiore.
La speculazione, insomma.
Che si tratti di trading, speculazione o aggiustamenti dell’asset allocation strategica, ci si può basare sull’analisi tecnica (che semplificando è lo studio dei grafici di borsa) e l’analisi fondamentale (che è lo studio dei fondamenti macroeconomici, politici e delle società su cui investire) che sono metodi di analisi validi.
Lo si deve fare tenendo sempre bene a mente che il mercato non è prevedibile e che ci saranno momento in cui il mercato ci metterà alla prova (ne avevo parlato in modo approfondito in questo articolo)
Quando si affrontano in maniera approfondita le tecniche di lettura dei grafici per l’analisi tecnica troviamo tantissime scuole di pensiero.
Una delle più usate è sicuramente quella dell’analisi della media mobile. Tramite l’analisi della media mobile di un grafico si va a cercare di carpire informazioni su come si muoverà il mercato nei momenti successivi.
La media mobile è una linea tracciata su un grafico che indica la media dei prezzi per il periodo preso in esame.
Ad esempio, la media mobile a 200 giorni mi darà una visione grafica della media dei prezzi di un determinato titolo o indice negli ultimi 200 giorni; se prendo quella a 50 giorni avrò la visione grafica della media dei prezzi degli ultimi 50 giorni.
Ho appositamente utilizzato come esempio la media mobile a 200 giorni e quella a 50 giorni perché queste due linee grafiche sono quelle che ci serviranno per comprendere cosa sia la golden cross e la death cross.
Golden Cross
Il caso del Golden Cross (tradotto in italiano incrocio dorato) è un tipo di pattern grafico dove la media mobile a breve termine, cioè a 50 giorni, incrocia verso l’alto la media mobile a lungo termine, cioè quella a 200 giorni.
In questo caso normalmente si può considerare il segnale come un movimento bullish, cioè rialzista.
La spiegazione risiede nel fatto che, se la media mobile riflette la media dei prezzi di uno strumento finanziario, nel caso in cui la media a breve termine è sotto quella a lungo termine significa che il mercato in quel momento è bearish, cioè ribassista. A quel punto se la media mobile a breve termine va ad incrociare verso l’alto la media mobile a lungo termine ci indica che può essere un cambio di rotta del trend di mercato.
Death Cross
Il caso del Death Cross (in italiano incrocio della morte) è l’esatto contrario, cioè la media mobile a 50 giorni che incrocia verso il basso la media mobile a 200 giorni.
In questo caso il segnale da trarne è l’inversione del trend da un precedente rialzo in un potenziale ribasso del mercato.
Esempi grafici. Nel grafico qui sotto, riferito all’indice S&P500 su base intraday:
• La linea gialla è la media mobile a 50 periodi
• La linea nera è la media mobile a 200 periodi

Nei cerchietti rossi sono evidenziati i momenti in cui le due medie si intersecano, segnalando un possibile cambio di trend. Si nota subito una cosa: gli incroci sono frequenti, e non tutti danno luogo a inversioni significative. È il limite principale di questo tipo di analisi, di cui parliamo più avanti.
Questo grafico è invece sull’indice S&P500 su base giornaliera, in un arco temporale di circa tre anni:
• La linea gialla è la media mobile a 50 giorni
• La linea nera è la media mobile a 200 giorni

Qui gli incroci sono molto meno frequenti ma allo stesso tempo molto più significativi: si riconoscono il death cross di fine 2018, il golden cross del recupero successivo, il death cross di marzo 2020 in corrispondenza del crollo pandemico e il golden cross dell’estate successiva.
Il confronto tra i due grafici è già di per sé istruttivo: sull’intraday gli incroci sono numerosi e spesso privi di conseguenze, sul giornaliero sono pochi e coincidono con movimenti reali. È il primo indizio sui limiti di questo tipo di analisi.
Limiti dell’analisi tecnica – Golden Cross e Death Cross
Non sono un esperto di analisi tecnica e non nego che utilizzo poco questo tipo di analisi nella mia attività di investitore e consulente.
Sebbene abbia una validità confermata da trader e analisti professionisti i limiti di questa analisi potrebbero trarre in inganno i più inesperti, oltre al fatto che costruire una strategia solida di investimento eviterebbe la necessità di avvalersi di queste implementazioni che potrebbero rischiare di farci uscire dal mercato in momento sbagliati e perdere potenziali rialzi.
Il più grande limite di questo tipo di analisi è che sono pattern non predittivi.
Cioè non vanno ad individuare in anticipo i movimenti di mercato bensì vanno eventualmente a confermarli o smentirli.
Un altro limite di questa analisi sono i falsi segnali in quanto potrebbero essere degli incroci grafici che potrebbero poi non confermare il cambio di trend oppure cambiare immediatamente dopo.
Soprattutto perché se si scegliesse di seguire questa analisi, a maggior ragione con trading intraday e orizzonti di tempo molto ristretti, la dipendenza dal dover assiduamente verificare l’andamento grafico diventerebbe a mio avviso troppo dispendiosa di tempo ed energie.
Segnali tecnici e strategia di lungo periodo
Golden cross e death cross sono strumenti utili per leggere il contesto di mercato, ma difficilmente costituiscono la base di una strategia patrimoniale. Il motivo è quello descritto sopra: confermano i movimenti, non li anticipano, e producono falsi segnali con una frequenza tutt’altro che trascurabile.
Chi gestisce un patrimonio importante affronta un problema diverso da quello del trader: non deve individuare il momento giusto per entrare o uscire, ma costruire una struttura che funzioni indipendentemente dai movimenti di breve periodo. Per approfondire:
→ Il Life Cycle: come cambia il portafoglio nel tempo
→ Goal Based Investing: dare un nome ai propri soldi
→ Le asimmetrie del mercato azionario
Valutare il servizio
Per chi desidera costruire una strategia patrimoniale strutturata — che non dipenda dalla capacità di interpretare correttamente i segnali di mercato — è possibile richiedere un incontro conoscitivo riservato.
Domande frequenti
Cos’è il golden cross?
È il pattern grafico in cui la media mobile a 50 giorni incrocia verso l’alto la media mobile a 200 giorni. Viene generalmente interpretato come segnale rialzista, perché indica che i prezzi recenti stanno superando la media di lungo periodo.
Cos’è il death cross?
È il pattern opposto: la media mobile a 50 giorni incrocia verso il basso quella a 200 giorni. Viene interpretato come segnale ribassista, indicando una possibile inversione del trend da rialzista a ribassista.
Golden cross e death cross sono affidabili?
Hanno validità riconosciuta tra gli analisti, ma con due limiti importanti: non sono predittivi — confermano movimenti già avvenuti anziché anticiparli — e generano falsi segnali, cioè incroci che non trovano conferma nel trend successivo o che si invertono rapidamente.
Conviene usarli per decidere quando investire?
Per chi ha un orizzonte di lungo periodo, basare le decisioni su questi segnali comporta il rischio di uscire dal mercato nei momenti sbagliati e perdere i rialzi. Una strategia strutturata, con allocazione definita e ribilanciamenti periodici, tende a produrre risultati migliori senza richiedere il monitoraggio costante dei grafici.
Mirko Tessari — Consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede
Iscritto all’Albo OCF — Delibera n. 804 del 18/01/2017







