Recovery fund: cos’è?

Picture of di Mirko Tessari

di Mirko Tessari

ieri, 21 luglio, è stato trovato l’accordo sul Recovery Fund.

Dopo estenuanti trattative i 27 paesi membri dell’Unione Europea hanno concluso il negoziato stanziando 750 miliardi, di cui 390 a fondo perduto e 360 di prestiti, per sostenere i paesi più colpiti dalla pandemia (ne avevo già parlato nella mail del 01/06/2020 https://www.mirkotessari.it/le-misure-europee-attuali/) .

Di questi ben 209 miliardi sono destinati all’Italia, di cui più di 80 miliardi a fondo perduto e 120 miliardi sotto forma di prestiti.

Questa è l’occasione per l’Italia di fare un salto in avanti dal punto di vista infrastrutturale e tecnologico; infatti il sostegno economico Europeo verrà erogato all’Italia dopo l’approvazione di un piano pluriennale che deve delineare come verranno investiti questi soldi.

L’occasione, oltre che per supplire ai danni economici e sociali creati dall’emergenza Covid-19, sarà per realizzare quelle riforme che l’Europa chiede all’Italia da molti anni come la riforma della giustizia, lo sviluppo tecnologico, riforme strutturali sulla scuola e pensioni.

L’Europa finalmente questa volta si è dimostrata compatta e può essere l’inizio di una vera nuova identità unica (anche se siamo distanti dall’uniformità fiscale Europea) e finalmente si inizia a parlare di debito comune Europeo per sostenere gli Stati membri più in difficoltà.

Gli effetti tangibili al momento sono il calo dello spread Btp-Bund, un rafforzamento del dollaro (per una maggiore fiducia nei confronti dell’Euro negli ultimi mesi molto discussa) e un modesto rialzo delle borse.

Saranno da seguire gli sviluppi proprio in merito all’approvazione del piano di investimento Italiano e come saranno inquadrate le riforme.
Al momento sembra anche accantonato l’utilizzo del Mes (che sebbene sia stato demonizzato al momento presenterebbe condizioni non così svantaggiose) e potremmo dire che anche tutte le possibili manovre “lacrime e sangue” al momento potrebbero essere evitate.