Cosa sono i PIR, come funzionano e gli aspetti fiscali

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di Mirko Tessari

I piani individuali di risparmio (detti PIR) sono stati introdotti dalla legge di bilancio del 2017.

L’idea era di creare forme di investimento con orizzonte a medio/lungo termine capaci di trasferire i risparmi degli investitori al tessuto imprenditoriale Italiano.

Questa tipologia di investimento era già presente in altri paesi come la Francia, la Gran Bretagna e l’America con anche un buon successo nel tempo.

I PIR sono proposti e gestiti tramite le società di gestione del risparmio (le SGR) ma anche da società assicurative.

Possono essere sottoscritti da persone fisiche, di qualsiasi età, e quindi sono escluse le persone giuridiche (quindi aziende, società, ecc).

Gli investimenti PIR, avendo come obiettivo di raccogliere capitali dei risparmiatori e veicolarli all’economia reale, hanno dei precisi obiettivi e vincoli di investimento.

Le agevolazioni fiscali concesse a fronte dell’investimento in queste forme di risparmio sono:

  • Esenzione dal pagamento dell’imposta sugli utili sullo strumento finanziario PIR a patto che venga mantenuto l’investimento almeno 5 anni
  • Eliminazione dell’imposta di successione che sarebbe calcolata sull’importo investito in PIR a patto che venga mantenuto l’investimento almeno 5 anni
  • Ciascuna persona fisica non può aprire più di un investimento PIR e ciascun piano PIR non può avere più di un titolare
  • Non c’è limite di tempo di detenzione del piano PIR ma il mancato rispetto dei limiti di investimento comporta la decadenza dei benefici fiscali
  • Importo massimo sottoscrivibile 30.000 euro per anno solare – 150.000 euro complessivi in 5 anni

Possono investire in azioni, obbligazioni, altri fondi di investimento o altri strumenti finanziari ma sempre con alcuni vincoli.

Caratteristiche dei PIR 1.0 – prima versione introdotta nel 2017

  • Almeno il 70% investito in strumenti finanziari, quotati o non quotati, emessi da imprese italiane oppure imprese europee che abbiano stabile organizzazione in Italia
  • Il restante 30% in qualsiasi tipologia di strumento senza vincolo di residenza dell’emittente
  • Il 30% del 70% (quindi il 21% del totale) investito in imprese italiane diverse rispetto a quelle incluse nel FTSE MIB (cioè diverse da quelle aziende che oggi compongono il listino principale Italiano). Cioè l’obiettivo era quello di dirigere i capitali verso aziende più piccole come quelle quotate sul mercato Star, Mid Cap o AIM Italia.
  • Massimo 10% di concentrazione per singolo emittente

Introduzione di un’altra tipologia di PIR (PIR 2.0) volta a rafforzare l’afflusso dei capitali verso le PMI, cioè la platea di imprese che maggiormente compongono il nostro tessuto imprenditoriale.

Caratteristiche dei PIR 2.0, chiamati anche PIR PMI o PIR ALTERNATIVI introdotti nel 2019

  • Confermate le agevolazioni fiscali e successorie precedenti
  • Per almeno i 2/3 dell’anno solare, almeno il 70% del valore totale degli investimenti devono riguardare strumenti finanziari, quotati o non quotati, emessi da imprese italiane oppure imprese europee che abbiano che abbiano stabile organizzazione in Italia
  • Gli stessi investimenti che compongono la percentuale indicata nel punto precedente devono essere investiti in aziende diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB e FTSE MID-CAP
  • Gli investimenti riguardano anche prestiti erogati alle predette imprese e i loro crediti
  • I limiti per i benefici fiscali sono elevati a 300.000 euro annui – 1.5 milioni di euro in 5 anni
  • Il limite di concentrazione massimo per singolo emittente passa al 20% massimo

Con le ultime modifiche apportate dalla legge di bilancio del 2021, è stata introdotta una ulteriore agevolazione fiscale che impatta i PIR ALTERNATIVI

  • Introduzione del credito di imposta pari alle perdite derivanti dai PIR sottoscritti dal 01/01/2021 al 31/12/2021
  • Il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito
  • Spetta alle persone fisiche titolari di investimenti PIR che vengono detenuti per almeno 5 anni
  • Il credito di imposta non può eccedere il 20% delle somme investite negli strumenti PIR
  • Il credito è utilizzabile in 10 quote annuali costanti in dichiarazione dei redditi o in compensazione con modello F24

Considerazioni finali

Gli strumenti finanziari, sia i PIR che i PIR ALTERNATIVI possono rivelarsi interessanti sotto il profilo della diversificazione ma soprattutto in ottica successoria e delle agevolazioni fiscali.

Va da sé che utilizzare i PIR “normali” possano aiutare nella diversificazione di portafoglio ma per quanto riguarda i PIR ALTERNATIVI, considerando l’importo massimo più elevato si potrebbe trovare sul mercato prodotti offerti con soglie minime di entrata di 150.000 o addirittura 300.000 euro.

Va quindi messa in relazione la cifra investibile con il patrimonio totale a disposizione.

Ricorda anche che per natura questi strumenti investono nel mercato Italiano e quindi si rischia di cadere nel solito Home-Bias privilegiando il mercato domestico e tralasciando le grandi opportunità derivanti dal resto del mondo.

Inoltre mi fa sinceramente pensare il fatto che il governo abbia previsto per legge un credito di imposta praticamente dando per scontato che gli investimenti nel PIR ALTERNATIVI saranno in perdita.

GRAFICO ANDAMENTO INDICE MID CAP
GRAFICO ANDAMENTO INDICE STAR
GRAFICO ANDAMENTO INDICE SMALL CAP

Va valutata inoltre la composizione degli strumenti PIR in generale perché essendo composti da emittenti di più piccola dimensione potrebbero tendenzialmente (ma non è detto) presentare un profilo finanziario più debole dato da un loro maggiore indebitamento.

Di per sé gli indici di borsa che riflettono la quotazione di aziende non large presentano un profilo di rischio più elevato.

In ultima devono essere valutati i costi di questi strumenti. Troppe volte a fronte di una presunta opportunità di investimento ci si trova ad esser miopi rispetto al profilo costi e non si notano commissioni troppo onerose applicate agli investimenti che renderebbero vano qualsiasi ragionamento di pianificazione.

Quindi come sempre, non sono adatti a tutti e vanno valutati attentamente pro e contro rispetto alle proprie aspettative e alla propria situazione finanziaria/patrimoniale.