Gestire una somma importante ricevuta — Mirko Tessari

Una somma importante, tutta insieme: cosa fare davvero

Una vincita importante, un’eredità inattesa, la liquidazione di una polizza, la cessione di una quota societaria. Sono situazioni diverse ma con un tratto in comune: una somma consistente arriva tutta insieme, senza che ci fosse un piano.

E qui accade qualcosa di controintuitivo: uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha rilevato che una quota molto elevata dei vincitori di somme importanti si ritrova in condizioni economiche peggiori di prima nel giro di due anni. Non perché la somma fosse insufficiente — ma perché il denaro arrivato improvvisamente viene gestito in modo radicalmente diverso da quello guadagnato.

Capire perché succede è il primo passo per evitarlo.


Perché il denaro inatteso viene gestito peggio

La finanza comportamentale ha un nome per questo fenomeno: mental accounting, la contabilità mentale. Il nostro cervello non tratta tutti gli euro allo stesso modo, ma li classifica in base alla loro origine.

Il denaro costruito con anni di lavoro viene percepito come “faticato” e quindi protetto. Il denaro arrivato senza sforzo — una vincita, un’eredità, un premio — viene percepito come “extra”, e su quello si abbassa drasticamente la soglia di prudenza. Spese che sul reddito da lavoro sembrerebbero impensabili diventano improvvisamente accettabili.

A questo si aggiunge l’ottimismo irrealistico: dopo un evento fortunato si tende a sentirsi in una fase favorevole, quasi baciati da una fortuna che continuerà. È lo stesso meccanismo che porta chi ha indovinato un investimento a credersi più bravo di quanto sia — un caso particolare di overconfidence, uno dei bias più costosi in assoluto.

Infine c’è un elemento pratico: chi riceve una somma importante viene contattato. Da chi propone investimenti, da chi chiede prestiti, da chi ha “un’occasione irripetibile”. La pressione esterna arriva proprio nel momento in cui la lucidità è più bassa.


La prima regola: non fare nulla

Può sembrare strano detto da un consulente finanziario, ma il primo consiglio è: fermarsi.

Nei primi mesi dopo l’arrivo di una somma importante non serve prendere decisioni definitive. Serve mettere il capitale in un parcheggio sicuro e liquido, e darsi tempo. Tre mesi, sei mesi — il tempo necessario perché l’euforia iniziale si esaurisca e si torni a ragionare come si ragionava prima.

In quei mesi non si perde nulla di significativo: qualche punto percentuale di rendimento mancato è irrilevante rispetto al rischio di prendere decisioni sbagliate su cifre importanti. E soprattutto è il tempo che serve per costruire un piano, invece di reagire.

Un’altra decisione da prendere subito, e che vale la pena non sottovalutare: a chi dirlo. La riservatezza in questi casi non è vanità — è protezione. Ne parliamo più avanti.


I cinque errori più frequenti

Cambiare tenore di vita prima di aver fatto i conti. Una somma importante non è un reddito. 500.000 euro sembrano tantissimi finché non si calcola quanto generano davvero ogni anno — e quanto durano se si inizia a prelevare senza criterio. La casa più grande, l’auto nuova e le spese ricorrenti che ne derivano trasformano un capitale in una spesa strutturale.

Aiutare tutti. Prestiti a parenti, sostegno ad amici, partecipazione a iniziative di conoscenti. Le richieste arrivano, e dire no diventa socialmente difficile. Definire in anticipo quanto si è disposti a destinare a questo capitolo — e trattarlo come una voce chiusa — evita che diventi una emorragia continua.

Investire tutto in un colpo solo, in qualcosa che non si comprende. È la combinazione peggiore. Chi ha appena ricevuto una somma importante è il bersaglio ideale per proposte poco trasparenti, e chi non ha esperienza di investimento non ha gli strumenti per valutarle. Il tema degli schemi Ponzi non riguarda solo gli sprovveduti: riguarda soprattutto chi ha capitali e poca familiarità con la materia.

Concentrare tutto su un’unica soluzione. Comprare un immobile con l’intera somma, entrare in un’unica società, puntare tutto su un settore. La concentrazione è il rischio più sottovalutato, come approfondito nell’articolo sulle asimmetrie del mercato azionario.

Ignorare la fiscalità e la pianificazione successoria. Una somma importante cambia la situazione patrimoniale complessiva: cambia l’imposta di bollo, cambia l’esposizione a un’eventuale patrimoniale, cambia l’asse ereditario. Sono aspetti che vanno considerati subito, non dopo.


Il metodo: dal capitale al piano d’azione

Una volta passata la fase iniziale, il percorso corretto segue una sequenza precisa.

Primo: mettere in sicurezza il presente. Estinguere debiti onerosi, costituire una riserva di liquidità adeguata, coprire i rischi non coperti. È la base che permette tutto il resto.

Secondo: definire gli obiettivi. Cosa deve fare questo capitale? Generare un reddito integrativo? Finanziare l’istruzione dei figli? Consentire di ridurre l’attività lavorativa? Essere trasferito alla generazione successiva? Obiettivi diversi richiedono strutture diverse — è il principio del Goal Based Investing.

Terzo: costruire l’allocazione. Con gli obiettivi definiti, la composizione del portafoglio diventa una conseguenza logica: quanto in liquidità, quanto in strumenti a basso rischio per gli obiettivi vicini, quanto in strumenti di crescita per quelli lontani.

Quarto: entrare gradualmente. Investire un capitale importante tutto in un giorno espone al rischio di entrare nel momento sbagliato — e soprattutto è psicologicamente difficile da sostenere. Un ingresso pianificato nel tempo riduce sia il rischio sia lo stress, come approfondito nell’articolo su PAC, Dollar Cost Averaging e Value Averaging.

Quinto: proteggere e trasmettere. Testamento, designazione dei beneficiari, eventuale intestazione fiduciaria per la riservatezza. Sono aspetti che diventano rilevanti proprio quando il patrimonio cresce in modo significativo.


La riservatezza come forma di protezione

La riservatezza, in questi casi, non è vanità: è protezione. In Italia le vincite non vengono rese pubbliche dalle autorità, ma la notizia circola comunque — dal punto vendita, dal passaparola locale, o dai cambiamenti visibili nelle abitudini.

Lo strumento più efficace non riguarda tanto l’incasso quanto ciò che viene dopo. Attraverso un mandato fiduciario è possibile intestare immobili, partecipazioni societarie e strumenti finanziari alla società fiduciaria, che risulta intestataria nei registri pubblici mentre la proprietà sostanziale resta al fiduciante. Chi consulta il catasto o il registro imprese non risale al nome del titolare effettivo.

Non è anonimato verso il fisco — l’identità del fiduciante è sempre comunicata alle autorità — ma è riservatezza verso terzi: concorrenti, curiosi, richieste indesiderate. Il funzionamento è spiegato in dettaglio nell’articolo sulla società fiduciaria.


Una nota sulle probabilità

Vale la pena una considerazione per chi sta dall’altra parte — chi al biglietto vincente ci spera.

La spesa media annua pro capite in giochi in Italia si aggira intorno alle centinaia di euro, ma è una media che include chi non gioca affatto: chi gioca abitualmente spende molto di più. Con 150 euro al mese investiti in un portafoglio diversificato, ipotizzando un rendimento medio reale intorno al 5-7% annuo, in vent’anni si costruisce un capitale nell’ordine delle decine di migliaia di euro — con una probabilità di successo incomparabilmente più alta.

Il patrimonio si costruisce lavorando, risparmiando e investendo. In quest’ordine. Tutto il resto — vincite, eredità, eventi fortunati — va trattato per quello che è: non ripetibile, e proprio per questo da gestire con particolare attenzione.


Valutare il servizio

Per chi ha ricevuto una somma importante — per una vincita, un’eredità, una liquidazione o la cessione di un’attività — e vuole costruire un piano prima di prendere decisioni definitive, è possibile richiedere un incontro conoscitivo riservato.


Domande frequenti

Cosa fare subito se si vince alla lotteria?
Nulla di definitivo. La prima mossa è mettere il capitale in un parcheggio sicuro e liquido e concedersi alcuni mesi prima di prendere decisioni. Serve anche stabilire subito a chi comunicarlo: la riservatezza è una forma concreta di protezione.

Perché molti vincitori tornano in difficoltà economica?
Per un meccanismo psicologico noto come contabilità mentale: il denaro arrivato senza sforzo viene percepito come “extra” e gestito con molta meno prudenza di quello guadagnato. Si somma all’ottimismo irrealistico tipico dei periodi fortunati e alla pressione delle richieste esterne.

Si può gestire una vincita in modo riservato?
In Italia le vincite non vengono rese pubbliche dalle autorità, ma la notizia può circolare comunque. Lo strumento più efficace riguarda la gestione successiva: tramite mandato fiduciario è possibile intestare immobili, partecipazioni e strumenti finanziari alla società fiduciaria, che compare nei registri pubblici al posto del titolare effettivo. È riservatezza verso terzi, non anonimato verso il fisco.

Vale lo stesso ragionamento per un’eredità o la vendita di un’azienda?
Sì. Il meccanismo è identico ogni volta che una somma importante arriva tutta insieme senza un piano preesistente. Cambia l’origine, non la dinamica psicologica né gli errori più frequenti.


Mirko Tessari — Consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede
Iscritto all’Albo OCF — Delibera n. 804 del 18/01/2017

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