Nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow propose un modello per rappresentare le motivazioni umane: una piramide in cui i bisogni si dispongono per priorità. Alla base i bisogni fisiologici legati alla sopravvivenza, poi la sicurezza, l’appartenenza a un gruppo, la stima e il riconoscimento, fino all’autorealizzazione al vertice.
Il principio è che i bisogni più elementari vadano soddisfatti prima di poter salire verso quelli superiori. Un modello con dei limiti — è rigido, non tiene conto dell’ambiente e non prevede che più bisogni convivano con intensità diverse — ma che descrive bene una dinamica reale.
La stessa logica si applica alla gestione del denaro. Esiste una gerarchia dei bisogni finanziari, e rispettarne l’ordine fa la differenza tra costruire un patrimonio solido e trovarsi scoperti al primo imprevisto.
Il mio principio di base è sempre lo stesso: lavora, risparmia, investi. In quest’ordine. Ma tra questi tre passaggi ci sono sfumature che meritano attenzione.
Come nel Goal Based Investing, il denaro serve a qualcosa: ha un nome, quello dell’obiettivo che vogliamo raggiungere. Attraverso la definizione degli obiettivi possiamo stabilire le nostre priorità e gestire il patrimonio in modo consapevole. Gli strumenti finanziari sono solo lo strumento finale — prima viene tutto il resto.

Come vedi possiamo individuare diversi gradi di priorità, partendo dalla base con i bisogni fisiologici, di sopravvivenza (come per la piramide di Maslow) salendo verso l’altro con bisogni sempre più spinti da necessità di autorealizzazione ed esigenze immateriali.
Diciamo che nel caso di questa programmazione le esigenze più in alto sono meno soggettive e più soggettive. Aggiungo anche che queste esigenze sono uguali per tutti, anche per chi ha 10.000 euro o 10 milioni di euro, cambierà l’intensità degli sforzi necessari per raggiungerli ma per il resto sono uguali per tutti.
Salendo nella scala delle priorità si allunga l’orizzonte temporale e sale il rischio che può essere assunto associato all’obiettivo da raggiungere.
Vediamo le cinque aree di priorità e bisogni finanziari da realizzare:
- Protezione: in questa area l’obiettivo è quello di tutelare il soggetto, l’investitore, da qualsiasi evento imprevisto che può succedere. Qui non si parla di investire il patrimonio sui mercati finanziari bensì di trasferire ad una compagnia assicurativa eventuali rischi che potrebbero sconvolgere gli equilibri personali/economici. Ad esempio, l’assicurazione sulla propria abitazione, una polizza TCM (temporanea caso morte), la polizza infortuni, la polizza LTC (Long-Term Care). Coprendo tutti i rischi prevedibili si può, ad esempio, quantificare in maniera diversa la somma che normalmente si tiene a disposizione dicendo “non si sa mai”.
- Liquidità: in questo “cassetto” dobbiamo inserire la provvista finanziaria necessaria a soddisfare le esigenze di breve periodo. Quanto spendiamo ogni mese? Quanto ci serve per pagare il mutuo, l’affitto, la retta della scuola dei figli, le vacanze. Lo strumento preferibile per la gestione di queste risorse è il conto corrente o comunque forme subito monetizzabili e pronte all’uso e dovremmo destinare almeno la provvista per 3-4 mesi di spese correnti
- Emergenze/Riserva: Qui parliamo della riserva per le emergenze, gli imprevisti veri, e le spese programmate nei prossimi 2/3 anni. Se hai completato la base della piramide correttamente proteggendoti da ciò che può essere previsto, qui va allocato il capitale che ti permette di mantenere il tuo tenore di vita per 6/18 mesi (dipende dal tuo lavoro, gli impegni finanziari, ecc) in caso di imprevisti lavorativi o altre situazioni non prevedibili. Inoltre, se hai in previsione l’acquisto di un’auto nuova, una spesa particolare programmata nei prossimi 2/3 anni, la provvista finanziaria va mantenuta facilmente smobilizzabile. La forma da prediligere è la liquidità, come conto corrente o investimenti garantiti e a basso rischio facilmente smobilizzabili
- Investimento: quando abbiamo completato tutti gli altri cassetti e abbiamo ancora del denaro a disposizione diventa fondamentale stabilire obiettivi di medio lungo termine ai quali andremo ad associare la quantità di risorse finanziarie necessarie per realizzarli. L’obiettivo di medio-lungo termine può essere legato alla nostra famiglia (crescita personale della nostra istruzione, dei nostri figli) o legato ad oggetti (l’acquisto di una abitazione, una macchina nuova) o al futuro più lontano come la pensione. Se non dovessi avere obiettivi concreti come quelli appena descritti potrebbe essere plausibile anche avere come obiettivo semplicemente il voler preservare il potere d’acquisto del denaro e accrescere il patrimonio personale. In base sempre all’obiettivo è possibile aumentare gradualmente il rischio che ci si può assumere per ambire a risultati ambiziosi ma sempre con il giusto orizzonte temporale superiore ai 60 mesi almeno.
- Extra-rendimento: all’interno dell’ultimo cassetto possiamo trovare la quantità di denaro riservata alla speculazione. Perché anche la speculazione può essere prevista se inserita in una corretta pianificazione. E ogni essere umano può avere il bisogno di sentire l’adrenalina scorrere nelle vene creata da scommesse a più alto rischio. Essendo la punta della piramide però va utilizzata la parte di denaro rimanente dopo aver pianificato e completato correttamente tutti i punti precedenti.
Lo scopo di una corretta pianificazione finanziaria è cercare di prevedere il prevedibile coprendosi da tutti i rischi che spesso si tendono a trascurare.
Solo successivamente, ricorrendo ai corretti strumenti finanziari, si gestisce il patrimonio disponibile e quello che verrà creato nel tempo, con l’obiettivo di soddisfare bisogni dislocati nel tempo più o meno distante dalla data attuale.
Ricordiamo che stabilire il corretto orizzonte temporale e una buona pianificazione finanziaria fa la differenza tra costruire un patrimonio e poter vivere una vita con minori tensioni emotive, dal depauperare una ricchezza e soccombere in caso anche in caso di un più piccolo imprevisto.
L’errore più comune: partire dall’alto
Nella pratica, quasi tutti costruiscono la piramide al contrario. Si parte dagli investimenti — o peggio, dalla speculazione — lasciando scoperte protezione, liquidità e riserva.
Il risultato è un patrimonio che sembra strutturato ma non regge al primo imprevisto: un problema di salute, una fase difficile dell’attività, una spesa straordinaria. E quando succede si è costretti a disinvestire nel momento peggiore, spesso in perdita, vanificando anni di lavoro.
Vale anche il contrario: chi si ferma ai primi due livelli — protezione e liquidità — e non sale mai verso l’investimento accumula liquidità che perde potere d’acquisto anno dopo anno. Come approfondito nell’articolo sulla liquidità sul conto corrente, anche l’eccesso di prudenza ha un costo preciso.
Per approfondire i singoli livelli della piramide:
→ La protezione del patrimonio: da cosa difendersi davvero
→ Goal Based Investing: dare un nome ai propri soldi
→ Il Life Cycle: come cambia il portafoglio nel tempo
Valutare il servizio
Per chi desidera verificare a che punto si trova la propria piramide — quali livelli sono coperti e quali restano scoperti — è possibile richiedere un incontro conoscitivo riservato.
Domande frequenti
Cos’è la piramide dei bisogni finanziari?
È un modello che organizza la gestione del patrimonio per priorità, ispirato alla piramide di Maslow. Alla base la protezione dai rischi, poi la liquidità per le spese correnti, la riserva per le emergenze, l’investimento per gli obiettivi di medio-lungo periodo e, al vertice, l’eventuale quota destinata alla speculazione.
Quanta liquidità tenere disponibile?
Per le spese correnti servono almeno 3-4 mesi di uscite. A questa si aggiunge la riserva per le emergenze, che dovrebbe coprire dai 6 ai 18 mesi di tenore di vita — verso il limite superiore per chi ha redditi variabili, come imprenditori e liberi professionisti.
La piramide vale anche per patrimoni importanti?
Sì, la sequenza è identica per chiunque. Cambia l’entità delle risorse necessarie a completare ciascun livello, non l’ordine delle priorità. Anche chi ha un patrimonio consistente può avere la base scoperta — è più frequente di quanto si pensi.
Perché la protezione viene prima dell’investimento?
Perché un evento imprevisto non coperto — un problema di salute, un infortunio, un danno all’abitazione — costringe a disinvestire nel momento peggiore, spesso in perdita. Trasferire i rischi prevedibili a una compagnia assicurativa costa una frazione di quello che costerebbe subirli.
Mirko Tessari — Consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede
Iscritto all’Albo OCF — Delibera n. 804 del 18/01/2017






